• 1990

Coldwave.

Uno dei miei generi preferiti.
Tipologia di sound che adoro.

Francia e Belgio: fine 70 e gran parte degli 80, sino agli arbori dei 90.
Una scena musicale insospettabilmente variegata che andrà ad influenzare gran parte del panorama musicale degli anni a venire, generando una serie di intricate sottocategorie, talvolta anche di difficile discernimento.

Minimale, elettronica, gotica, punk.
Poi il tutto si espanderà, dapprima in Europa e, successivamente, anche negli Stati Uniti ed altrove.

Trisomie 21, Marquis de Sade, Anechoic Chamber, Kas Product,  Clan of Xymox, Martin Dupont, Oppenheimer Analysis: i nomi da fare sarebbero tantissimi.
In questo caso specifico non è da sconsigliare una bella compilation d’annata, dalla quale trarre poi spunto per approfondire qualche titolo che possa conquistare l’udito e scaldare il cuore.
Oltreoceano segnalo gli argentini Euroshima, inoltre.

Molti di questi artisti non hanno prodotto quantità industriali di dischi, tutt’altro.
Di conseguenza tocca impegnarsi a fondo, per conoscere la materia.
Posso però garantire che lo sforzo è ampiamente ripagato da una carica emozionale oltremodo sfavillante.

Tra i capostipiti del cosiddetto coldwave, i francesi Asylum Party.

Formatisi nei dintorni di Parigi a metà degli anni 80, inizialmente sono in due e cantano entrambi: il chitarrista Philippe Planchon ed il bassista Thierry Sobézyk.
Poco dopo si aggiunge il tastierista Pascale Macé.

Durano un quinquennio e pubblicano tre album da studio, oltre a svariate altre incisioni.

Il loro approccio musicale è stato definito Touching Pop, ennesimo sottogenere di un infinito microcosmo di intriganti particelle impazzite alla ricerca della nota perfetta.

Mère, del 1990, è l’ultima fatica discografica, prima di dire addio alle scene.
Non è migliore delle produzioni precedenti, ma è un delizioso cocktail che concentra amabilmente tutti gli ingredienti utilizzati sino a quel momento dal trio transalpino.

Tracklist

Disco di fulgida bellezza, comunque.
Cantato in inglese ed in francese, a donare un’ulteriore tocco di particolarità.

Pure Joy In My Heart, It’s Over, Mother, Un Sang D’Hier e Le Temps Des Serpents i brani che riscontrano il maggior gradimento del sottoscritto.

Negli ultimi anni l’ho ascoltato una marea di volte, insieme ai loro altri lavori.
Una discografia breve ma decisamente intensa, quella degli AP.
Diverse perle disseminate qui e lì.
Tipo questa, dove sono evidenti le connessioni col passato e col futuro:

No matter, no matter with the youth
where everything is clear
where everything was you
whatever it happens
you always think at night
the dirty old dreams
we’re searching for love
the dirty old dreams
we’re searching forever

-It’s Over-

Giusto per capire -o meglio: sentire- di cosa parliamo.

Ho una bella lista di di album da “investigare”, riguardo la coldwave.
Con le temperature odierne, un po’ di oscurità e freddo me li sparo più che volentieri.

Thierry Sobézyk è purtroppo venuto a mancare da qualche anno, a causa della leucemia.
Intorno al 2010 si vociferava di una possibile reunion della band, quantomeno per un tour imperniato sui vecchi successi.
Nulla di concreto, a dire il vero.
Più il desiderio di vederli nuovamente suonare da parte dei vecchi fans che la reale intenzione della band di riprendere il proprio percorso artistico.
Con la morte di Thierry è calato definitivamente il sipario sugli Asylum Party.

La loro musica, per fortuna, continuerà invece a regalare emozioni.
E per molto tempo ancora, ne sono sicuro.

Asylum Party – Mère: 7,5

V74

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