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Lipsia e Dresda: la Sassonia

Una delle più affascinanti regioni tedesche: la Sassonia.
Facente parte della lista dei sedici stati federati –Bundesländer– della Germania, è posizionata in un’area geografica che offre molteplici possibilità di interazione turistica: con la Polonia e la Repubblica Ceca ad un passo per quel che concerne l’estero, mentre internamente è possibile spostarsi facilmente nel Brandeburgo, in Baviera, in Turingia e nella Sassonia-Anhalt.

Germania

Una zona di grande impatto strategico e dalle infinite potenzialità, per il viaggiatore intenzionato ad approfondire la vita teutonica e la realtà culturale del luogo.

Ho avuto modo di visitare sia Dresda (capitale della regione) che Lipsia, anni fa, e ne sono rimasto molto colpito.

Inizio col dire che dall’Italia i collegamenti con la Sassonia non sono particolarmente complessi, ma richiedono comunque un certo approfondimento.
Ovviamente a seconda di dove si debba partire la storia cambia e di parecchio, ma la metà è raggiungibile con una certa facilità a patto di mettere in conto una discreta libertà temporale, perché in molti casi toccherà volare con scalo oppure muoversi con tratta interna, mediante treno (veloce) o autobus (economico).

Questo perché sia Dresda che Lipsia, principali scali aeroportuali della regione, non offrono collegamenti diretti dalla nostra penisola, tranne che per qualche charter saltuario organizzato da compagnie non di prima fascia e, detto tra noi, spesso a rischio cancellazione, in caso di scarsa affluenza negli slot operativi.

Anni fa la situazione era decisamente differente e soprattutto Lipsia era ben connessa con diverse città italiane: io usufruii in un paio di circostanze del volo diretto Napoli-Lipsia, effettuato dalla allora Hapag-Lloyd Express -oggi TUI fly-, che mi servì per dare una rapida occhiata alla destinazione (oltre che per godermi una finale di Coppa di Lega Tedesca nello stadio da poco rinnovato per i Mondiali) e per raggiungere Berlino in periodi nei quali i voli per la capitale erano pieni o eccessivamente costosi.

Questo perché da Berlino a Lipsia (e viceversa) è facile spostarsi in sole 2 ore di treno e qualcosa in più con i vari bus a lunga percorrenza che coprono la tratta.
Discorso equivalente per Dresda, mentre la le due città sassoni il collegamento diretto richiede un’oretta e mezza circa, sia su gomma che su rotaia.

Sassonia

Nulla osta, chiaramente, al voler raggiungere la Sassonia da Monaco, da Francoforte e dalle altre grandi città del paese.
In base ai giorni a propria disposizione, si può studiare un itinerario turistico che abbini la meravigliosa Turingia, oppure la stupenda Franconia (nord della Baviera), o ancora la stessa celebre Baviera.
Senza dimenticare le succitate Polonia, Repubblica Ceca e Sassonia-Anhalt, oltre alla tappa obbligata di Berlino e del Brandeburgo.
Insomma: tanta, ma tanta carne a cuocere, come si suol dire.

E nel vero senso della parola, perché dal punto di vista enogastronomico qui siamo veramente in posti clamorosi, soprattutto se si investe qualcosina in più nel budget godereccio e si decide di regalare al proprio palato una esperienza tedesca al 100%, evitando i tanti ristoranti dozzinali che sono ad appannaggio di imprenditori stranieri che si concentrano sull’offerta più conveniente possibile, adattando il prodotto finale alla richiesta.
Difatti il tedesco non ama fare ristorazione, tranne rare ed apprezzabilissime eccezioni, quindi preferisce lasciare che siano turchi, italiani, asiatici ed africani ad occuparsi della cosa.
Io consiglio di godersi le varie e notevolissime leccornie esotiche di cui sopra in versione originale, andando invece in Germania alla ricerca di quei rari angoli di pura cucina tedesca per entrare totalmente nel territorio, con la consapevolezza di goderne appieno le sfizioserie e pure di lasciare ivi anche 3/4 della propria salute, con trigliceridi e colesterolo che abbandoneranno il vostro corpo e si trasferiranno direttamente da chi nutre per loro sincero affetto e leale attenzione.

Fatta questa necessaria introduzione aereo-culinaria, il tour della sola Sassonia è fondamentalmente obbligato.
Dresda + Lipsia.
Un weekend pieno può bastare, per entrambe.
Potendo fermarsi un giorno in più, meglio ancora se due e con una macchina a disposizione, si può aggiungere alla lista la cosiddetta Svizzera Sassone, patria dei Castelli e delle passeggiate tra colline e sentieri di indubbio fascino naturale.
Altre 4/5 località da vedere non mancano, però il binomio Dresda-Lipsia, come detto, è imprescindibile.


Io iniziai da Lipsia.
La nuova Berlino, come veniva definita fino a qualche anno fa.
Situata in un punto che la pone al centro della scena, a non troppa distanza da diverse città importanti, Lipsia ha alle spalle una ricchissima storia incentrata su arte, cultura, commercio, scienza.
Successivamente alla riunificazione tedesca ha patito un periodo di crisi, con molti abitanti che hanno scelto di trasferirsi altrove.
Pian piano la situazione si è evoluta fino a capovolgersi, addirittura, e la città si è trovata ad essere economicamente approcciabile, in particolar modo per il basso costo degli affitti e le ottime proposte commerciali, potendo quindi vantare un basso tasso di disoccupazione e finendo per attrarre parecchi investitori di nome, sia autoctoni che stranieri.

Entrati nel nuovo millennio si poteva già respirare una fervente atmosfera di cambiamento, un vivace work in progress simile a quello che a Berlino è divenuto un marchio di fabbrica per tantissime persone che l’hanno eletta a proprio domicilio.
Oggi Lipsia gode quindi di una ottima fama e si posiziona ai vertici delle graduatorie nazionali per l’alta qualità della vita e per l’ottimo livello delle proprie infrastrutture.

Bach è uno dei sempiterni simboli del luogo, col passaggio di Mendelssohn e Schumann a certificarne lo status di regno della musica classica.
A Bach sono dedicate molte attività e festival, oltre che un simpatico museo.

L’Altes Rathaus, il vecchio municipio, è un bel palazzo rinascimentale che rappresenta il primo step per conoscere la città, datosi che al suo interno vi sono conservati parecchi riferimenti alla sua storia, sin dalle origini, e che la struttura è considerata come l’emblema di Lipsia.
Non mi ha particolarmente colpito, per quanto sia esteticamente elegante e per giunta incastonato nella bella Piazza del Mercato.

Lipsia

Il centro si gira tranquillamente a piedi.
Presenta molti scorci piacevoli, con alcune viuzze secondarie che nascondono delle interessanti gallerie d’arte e dei deliziosi localini dove far spuntino, aperitivo e, nel caso, cena, dopocena merenda di mezzanotte.

La Nikolaikirche, la Chiesa di San Nicola, è la più imponente della città.
Una mistura di romanico, gotico, barocco, rinascimentale e neoclassico, con gli incroci tra gli stili dovuti alle tante peripezie che sono state vissute da queste parti nell’arco dei secoli.
Proprio da qui iniziarono le proteste contro il regime DDR, poi sfociate nella caduta del Muro di Berlino.
Architettonicamente complessa e con un serio background storico e culturale alle spalle: da visitare, insomma, per quanto meno appariscente rispetto ad altre sue consorelle germaniche.

Il Museum der bildenden Künste, il Museo delle Belle Arti, è il più importante di Lipsia e ne conservo un piacevolissimo ricordo, pur riconoscendo che non abbondi di opere indimenticabili.
La sua struttura è già di per sé una forma d’arte, in quanto trattasi di un gigantesco cubo di vetro.
Si trova anch’esso in centro, come la maggior parte della attrazioni di Lipsia, e copre una vasta area storica, partendo dal Medioevo e giungendo fino ai giorni nostri.
Si visita con calma ed in assoluto relax in poche ore ed al suo interno si possono trovare oltre tremila dipinti, più di mille sculture e svariate altre cosine.
Monet, Lucas Cranach il Vecchio, Rubens, Tintoretto, Munch, Caspar David Friedrich, Klinger, Hals, Delacroix e Degas, tra i nomi presenti.
Col calar della sera il gioco di luce conferisce all’ambiente -vetro-acciaio- un fascino tutto kraftwerkiano.
Merita il giro, senza dubbio, magari evitando il paragone con musei di ben altro spessore.

Museum der bildenden Künste

Di notte è da guardare pure il Gewandhaus, una elegantissima sala concerti che si trova in Augustusplatz, sempre in centro.

Altre 4/5 cose da vedere non mancano, ma personalmente nessuna di esse mi esaltava.
Ho trovato invece stupenda la stazione.
Da appassionato della materia, non è una novità.
Posso garantire che, prescindendo dalla mia fanciullesca eccitazione, la Hauptbahnhof Leipzig è veramente bellissima, con la superficie coperta più vasta d’Europa tra quelle destinate al traffico ferroviario, con i suoi oltre venti binari attivi (sesta, nella classifica continentale), con un ben organizzato centro commerciale al suo interno, il Promenaden.
Anni fa vinse il premio di più bella stazione tedesca (2011) sulla base dei giudizi dei viaggiatori teutonici, mentre di recente ho letto che ha conquistato quello di miglior stazione d’Europa (2021),dopo un sondaggio tra gli appassionati.
Potrei descriverla centimetro per centimetro, ancora oggi.
Bella, bella, bella.

Leipzig HBF

A Lipsia ho soggiornato in un piccolo hotel poco distante dal centro storico, ma il consiglio è quello di appoggiarsi in uno dei tanti alberghi che sorgono proprio nei dintorni della stazione centrale, in modo da potersi muovere ovunque nei dintorni -anche per comodità d’arrivo e partenza- e, nel contempo, essere a due passi dalle zone centrali ed avere possibilità di acquistare qualsiasi cosa serva quasi 24H24.

Girarla a piedi, attraversando i suoi ampi spazi verdi e passeggiando accanto si suoi bei canali, è il miglior modo -a parer mio- per godere dell’atmosfera della città.
Molto suggestivo il Leipziger Weihnachtsmarkt, il Mercatino di Natale, uno dei più antichi del vecchio continente.
Anche in questo caso, ricordi indelebili.

Leipziger Weihnachtsmarkt

Per consigli legati alla tavola, ci manco da troppo tempo per essere aggiornato.
Ai tempi andai all’Auerbachs Keller, dove Goethe ambientò alcune scene del Faust.
Risale ai primi del cinquecento e si trova in una antica galleria commerciale costruita ai primi del 900, in pieno centro storico.
Turistico, rumoroso, affollato.
Però la birra è ottima e la carne è buona.
Fa tradizione e la tradizione, è risaputo, richiede qualche sacrificio.

A Lipsia ho girato soprattutto zu fuss, come detto, ma pure in tram -adorabili!- e, talvolta, in bus.
Ottima copertura del territorio, periferie comprese.
Mi piace girare un luogo con i mezzi ed in mezzo alla sua gente, andando a far colazione dove la fanno i lavoratori e respirando l’aria del vivere quotidiano, non soltanto quella del centro storico e la classica gita del turista.

Città dinamica e distinta, che mi è rimasta nel cuore come del resto il 90% dei posti che ho avuto il piacere e la fortuna di incrociare sul mio cammino.


Dresda è a breve distanza, come detto.
Nonostante fosse stata praticamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale, la capitale sassone è stata in grado di risorgere e lo ha fatto in modo radicale quanto elegante, trasformandosi in quella che oggi è una delle più affascinanti località europee con il suo sublime centro storico che abbonda di palazzi signorili, torri maestose, cupole preziose ed un’architettura barocca che ne certifica lo status di città d’arte.

A Dresda alloggiai al Motel One Dresden – Palaisplatz, situato nel tranquillo quartiere di Neustadt, a breve distanza dalla stazione ferroviaria omonima, la seconda per importanza della città, e dalle attrattive principali della zona: catena che già conoscevo bene ed albergo che ha soddisfatto in toto le mie aspettative.

Pure Dresda va girata a piedi, senza alcun dubbio, immergendosi nella sua atmosfera davvero magica e godendo di tutto il ben di Dio citato poco più su.
Imperdibile la visita allo Zwinger, un complesso architettonico-museale letteralmente strepitoso, circondato da bellissimi giardini e facente parte, come mezza Dresda, della lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO fino al 2009, allorquando la costruzione di un controverso ponte sul fiume Elba ha fatto propendere l’ente succitato per la rimozione della città tedesca dal loro rinomato elenco.
Sial quel che sia, nello Zwinger c’è un mondo.
Ed è un mondo incredibile, fatto di bellezze naturali e di musei deliziosi.
Il top, senza discussione a riguardo, è la Gemäldegalerie Alte Meister (Pinacoteca degli Antichi Maestri), uno dei musei più interessanti dell’intero vecchio continente.
Tantissima Italia, ma anche tantissima altra arte.
Una straordinaria collezione con una lista di nomi da brividi: Raffaello, Botticelli, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Mantegna, Parmigianino, Rembrandt, Rubens, Dürer e, scusandomi con chi non ho citato, una marea di altre cose notevolissime.
Dresda è ricca di musei e, da questo punto di vista, è una destinazione favolosa per chi ama l’arte, in tutte le sue più variegate espressioni.

Zwinger

Solo la Gemäldegalerie meriterebbe almeno una mezza giornata, per essere apprezzata come si deve.
Rammento che all’uscita mi fermai incantato davanti alla Porzellansammlung (Collezione di Porcellane), posta dinanzi ad uno degli ingressi del museo principale, fin quando non scoccò l’ora di chiusura.
Una delle pochissime volte, se non l’unica in assoluto, in cui ho speso fino all’ultima goccia di tempo a disposizione per immagazzinare tutto il possibile dinanzi a cotanto splendore.
All’uscita, con il il calar delle tenebre, un altro spettacolo oltremodo indimenticabile.

Zwinger

La sola vista notturna dello Zwinger meriterebbe il viaggio.
Figuriamoci tutto il resto, nel quale è doveroso menzionare la imponente Chiesa di Frauenkirche (Nostra Signora), la maestosa Hofkirche (Cattedrale della Santissima Trinità), l’elegantissimo Teatro dell’Opera, la spettacolare Brühlsche Terrasse, con il panorama sul fiume Elba che regala altri momenti unici durante la visita.

Dresda

E poi lei, immancabile.
Sì, la Dresden Hauptbahnhof, la Stazione Centrale di Dresda.
Stazione tedesca dell’anno, nel 2014, risalente alle ultime fasi dell’ottocento e progettata con delle soluzioni decisamente innovative per l’epoca, esprime una presenza decisa e stilosa (lo so che non è una donna!) ed ha subito un importante rinnovamento agli inizi degli anni duemila, per far sì che anche la zona circostante potesse essere adeguata ad un contesto cittadino imperniato sull’eleganza e sulla bellezza, per quanto i dintorni delle stazioni ferroviarie non siano propriamente luoghi incantevoli.

Dresden HBF

Pure a Dresda si mangia da paura, avendo la pazienza di cercare i posti giusti.
Come per Lipsia, mancando da un bel po’ i miei ricordi al riguardo sono abbastanza annacquati.
La cucina sassone è spettacolare, comunque.
Assolutamente.
Mi portai un libro a casa, che ne racconta le gesta.
Chissà che prima o poi non decida di combinare qualche guaio, ai fornelli.

A proposito di cibo: cercate di passare a dicembre, per lo Striezelmarkt, il più antico Mercatino di Natale del Mondo (1494).
Il Christstollen, Weihnachtsstollen o Stollen, come dir si voglia, è l’indiscusso protagonista della scena: il tipico dolce delle feste sassoni, con alle spalle una curiosa storia condivisa tra gastronomia, religione, tradizione e storia.
Una disintegrante bomba atomica, per un diabetico come me.
Eppure ogni anno ne recupero uno, anche se sono ad Ischia.
E lo ingurgito -rigorosamente in solitaria- durante la prima (delle tante) visione di Natale in Casa Cupiello.
Un rituale.
Il perché non frega a nessuno, per fortuna.

Striezelmarkt

Visitate la Sassonia, senza indugi.
Dresda ruba l’occhio, Lipsia il cuore.

Al netto di pregiudizi e gusti, la Germania resta un gran bel paese da approfondire.


Buon viaggio!

V74

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