• 1997

Scisma – Rosemary Plexiglas

Venticinque anni fa.
Esattamente venticinque.


Era il novembre del 1997 quando la EMI diede alle stampe Rosemary Plexiglas, il secondo album in studio degli Scisma.
Il primo, un disco autoprodotto -che seguì alcune registrazioni messe su cassetta e distribuite per pochi intimi- li aveva messi al centro delle attenzioni di diversi discografici che ne avevano colto talento e spirito innovativo.

Perché gli Scisma, sin dagli inizi, mostrano il segno distintivo dell’estro, quello in grado di sovvertire le regole o, quantomeno, di non esserne schiavo a prescindere.


L’idilliaco scenario del Lago di Garda fa da sfondo agli esordi del gruppo.
Agli albori si tratta di una vera e propria compagnia, a metà tra teatro e musica.
Poi pian piano l’ensemble prende forma e si ridefinisce nel sestetto che firma il disco in oggetto.
– Paolo Benvegnù (voce, chitarra)
– Sara Mazo (voce)
– Giorgia Poli (basso)
– Michela Manfroi (piano, tastiere)
– Diego De Marco (chitarra)
– Danilo Gallo (batteria)

Scisma

Compatti ed agguerriti, gli Scisma si avvalgono di un produttore che risponde al nome di Manuel Agnelli, in quel periodo musicista a tempo pieno e impregnato di lucida sapienza artistica che mette a disposizione sia del suo gruppo, gli Afterhours, sia di coloro che gli affidano le tante idee che girano per la testa.
In effetti Agnelli compie un ottimo lavoro e riesce a dare una forma lineare all’opera, estremamente qualitativa e decisamente stimolante.
Vi sono parecchie similitudini con Hai paura del buio?, l’album degli Afterhours pubblicato nello stesso periodo.
Oltre che nel sound, anche nell’approccio stilistico alla forma canzone.


Rosemary Plexiglas, grazie al singolo omonimo e ad un paio di video che viaggiano alla grande sui canali musicali più in voga, ottiene un buon riscontro di vendite.
E, soprattutto, suscita apprezzamenti da parte del pubblico ed ottime recensioni da parte della critica.

Il periodo è aureo, con una serie di uscite musicali da brividi.
In Italia, oltre agli album succitati, in quei mesi vengono pubblicati dischi quali CRX (Casino Royale), Tabula rasa elettrificata (C.S.I.), Metallo non metallo (Bluvertigo), La morte dei miracoli (Frankie hi-nrg mc), Dentro me (La Crus), Tregua (Cristina Donà).
Giusto per fare qualche nome, ecco.

Eppure gli Scisma si ritagliano il proprio spazio e diventano, negli anni, band di culto.
I due successivi loro lavori non sfondano, pur possedendo dei colpi di rilievo.
Oltre quindici anni più tardi (2015) tornano insieme, dopo aver intrapreso strade variegate.


Ma il meglio, a parer mio e non soltanto, è qui.

  1. Rosemary Plexiglas
  2. Completo
  3. Loop 43
  4. Psw
  5. Negligenza
  6. Centro
  7. Svecchiamento
  8. Videoginnastica
  9. L’autostrada
  10. L’equilibrio
  11. 84
  12. Golf
  13. Nuovo
  14. Poco incline ai r.f.

Band in stato di grazia, con un suono eclettico ed innovativo che regala un fondamentale contributo allo sviluppo della scena indipendente italiana.
Seminali ed influenti, fonte d’ispirazione per tutti coloro che si approcciano al rock nostrano ed alla new wave tricolore.
Con un respiro internazionale che si avverte in particolar modo nei pezzi migliori, in ordine di apparizione: Rosemary Plexiglas, Loop 43, Centro, Svecchiamento, L’equilibrio, Nuovo.


Melodia, grinta, fantasia.
Gli elementi si miscelano con garbo e regalano un mosaico oltremodo variegato, che spazia attraverso generi più disparati senza indugiare forzatamente in alcuno di essi.
Prodotto con attenzione, arrangiato con maestria, scritto con ispirazione, suonato con passione.
Rosemary Plexiglas è un picco che, in quanto tale, resterà ineguagliato nella carriera dei bresciani.
Benvegnù si dedicherà ad un bel percorso da solista, mentre gli altri membri della band si andranno ad intrecciare con vari progetti musicali.
La Maso, che con la sua voce evocativa e suadente marchia a fuoco il prodotto Scisma, si defilerà quasi del tutto dal mondo della musica.
Un peccato, sia per la sua indiscutibile bravura e sia perché il gioco a due con l’altro vocalist Benvegnù è in assoluto tra le migliori intuizioni partorite dalla band.


Come un bel cognac.
La serata giusta, l’atmosfera adatta, la voglia di viaggiare con la mente e con lo spirito.
Nel passato e, come in questo caso, nel futuro.

Scisma – Rosemary Plexiglas: 7

V74

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