• Ulma, per noi…

Sonio molto legato ad Ulm, una ridente cittadina che sorge sul Danubio, nella regione del Baden-Württemberg, nella zona sud-occidentale della Germania.

Ci sono stato parecchie volte, da solo e, più spesso, in compagnia.

Trovo che sia un luogo romantico, ameno, ideale per un weekend di coppia ma anche estremamente riposante per un viaggiatore solitario.

Movida nella norma -forse meno- e tanti ottimi posti dove mangiare e bere, very good.

E un Re, incontrastato sovrano della città: il Duomo.

Stupendo.

Gotico di un gotico che acceca per quanto è gotico.

Istituzionalmente gotico, verrebbe da pensare.

Lo guardi, lo ammiri, lo osservi e pensi: è gotico.

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Un’associazione quasi naturale.

O per meglio dire: naturale.

E basta.

Pur senza aver studiato architettura o possedere chissà quali strumenti culturali e/o conoscenze storiche, il nostro Ulmer Münster si definisce in quanto tale praticamente da solo.

Un merito non da poco, a parer mio. 

Per descriverlo adeguatamente servirebbe un libro che purtroppo non ho mai trovato in lingua italiana, per quanto sul web abbondino informazioni ed immagini a riguardo.

La verità è che come tutte le cose belle, nel caso in oggetto ancor di più, va visto dal vivo con le sue affascinanti vetrate, le molteplici guglie, gli incredibili spazi interni, i magnifici portali, le tantissime statuette, decorazioni, scranni.

E con la sua Storia, davvero emozionante e complessa, come quella del luogo che lo ospita.

Ho un conto aperto con il Münster e lo salderò matematicamente nel 2020: oltre 160 metri di altezza e quasi 800 scalini.

Altri suoi simili, tra i quali il meraviglioso Duomo di Colonia, mi hanno visto salire senza problemi.

Lui no: un lungo, lunghissimo periodo di condizione fisica disastrosa mi ha consigliato di rimandare, per non dire “obbligato” a farlo, negli anni recenti.

Non che ora mi senta un ventenne, purtroppo no.

Ma oggi 800 gradini li faccio fumando, scoreggiando, respirando l’aria viziata della flatulenza e della sigaretta di cui sopra e contemporaneamente bevendo un drink.

Ed infatti li farò, senza colpo e corpo ferire.

Forse ancor prima per ragioni lavorative, ma di sicuro a giugno, quando festeggerò il mio compleanno in Germania, per la Fiera dei Radioamatori a Friedrichshafen.

E, as usual, farò tappa ad Ulm oltre che, probabilmente, ad Augusta e Monaco.

A proposito di tappe e soste, i due Ibis, il classico ed il Budget, mi hanno visto soggiornare qui in passato: distano 5 minuti di cammino dalla stazione ferroviaria e dal centro e sono l’uno attaccato all’altro, con classi di servizio ovviamente diverse ma con un buon rapporto qualità-prezzo in entrambi i casi, a patto di non accampare eccessive pretese.

Idem per il B&B, altra catena di medio livello e buona appetibilità.

Per chi ama le stazioni ferroviarie tedesche,come il sottoscritto, la catena Intercity è solitamente un must: ad Ulm è una soluzione accettabile, seppur la piazza della stazione sia spesso frequentata da personaggi alquanto rumorosi e le camere che danno sui binari risentano del suono degli altoparlanti posizionati a brevissima distanza dalle finestre dell’albergo.

Una goduria per me ed i malati del genere, una probabile sofferenza per chi vive una vita psicologicamente regolare e senza problematiche di sorta.

Se poi volete regalarvi unicità ed un pizzico di lusso, una notte all’ Hotel Schiefes Haus appaga il desiderio: sin dal 1400 la struttura si mostra storta e pendente, come la Torre di Pisa, e vista dall’esterno, carinissima ed incastonata in una scenografia da sogno.

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In centro, premettendo che Ulm è piccolina e si gira in pochi minuti con distanze non certo siderali, ho trovato non malaccio l’Akzent, un piccolo albergo con delle camere non eccelse ma con a disposizione una rilassante piscinetta interna ed una piccola SPA che contribuisce al relax dell’ospite.

Pur essendo Ulm(a) mediamente altolocata, i prezzi degli hotel sono accettabili tranne che nei periodi di fiera, quando la Germania si trasforma in Bora Bora e sfonda portafogli come fossero…insomma, si è capito.

La zona più piacevole per saziare la fame è quella del quartiere dei pescatori, il Fischerviertel, pittoresco e caratteristico, con ristorantini turistici ma di ottimo livello e una cucina mediamente impegnativa -Germania…e sud…- ed estremamente gustosa, per quelli che sono i miei parametri, s’intende.

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Un buon locale, sulle rive del fiume e con ottime cosette, è Zur Forelle: specialità della casa è la trota, poi zucche ovunque nel periodo di raccolta e dolci fatti in casa che attirano l’occhio e gratificano il palato. Prezzi nella decenza e servizio gentile.

Durante la bella stagione, ad Ulm è d’uopo fermarsi a degustare qualcosa sui canali, tremendamente carini, anche se vi è parecchia gente in giro ed i posti migliori tendono a riempirsi con estrema rapidità.

Buono pure il Gaststuben im Zunfthaus der Schiffleute, cucina sveva di discreta fattura e con porzioni abbondanti. Estetica tipica quasi quanto la cucina, tra l’altro.

Il Zur Lochmühle, un vecchio mulino dei tempi d’oro ricco di atmosfera e fascino, offre anch’esso cucina sveva ed una bella cantina di vini e birre, molte di fattura artigianale.

Gastronomia top nei dintorni, eh.

E varietà sorprendente: si passa dai sempre diffusi asiatici alle particolarità africane ed a cose più locali ed altrettanto meritevoli.

Bella Ulm, molto bella.

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Si visita con attitudine familiare, sin dalle prime volte, e possiede qualcosa di italico inside, uno stile autentico e gradevole.

Esprime una sensazione di vita qualitativa e bucolica, con tanto verde, il fiume e le sue belle passeggiate, i canali, i colori.

Ci si arriva in auto, in bus a lunga percorrenze ed in treno.

Stazione carina, non male, si, con snodo cittadino di tram e bus, per quanto Ulm vada vista e memorizzata consumando le suola, ecco.

Monaco e Stoccarda gli aeroporti più vicini, oltre a quelli piccolini di Memmingen e Friedrichshafen ed a quelli più distanti di Francoforte e Basilea.

Qui è nato Einstein, il genio.

Poi Berblinger e Bentele, pionieri del volo.

E parecchie altre menti nobili, perché Ulm ispira.

Parte di essa è stata annessa alla Baviera e denominata Neu-Ulm: qualche bel centro commerciale, ma nulla che valga il seppur breve viaggio.

Shopping da vivere nel centro della vecchia Ulm, ci mancherebbe, con i suoi tanti negozietti e i soliti, immancabili, super multipiani teutonici dove trovare anche l’impossibile.

Vi è anche un museo civico interessante, in città: non pubblicizzato adeguatamente, però, in quanto si preferisce puntare sul Duomo e le viuzze tra i canali per generare interesse nel visitatore.

Un altro museo, curioso e raro, racconta la storia e la lavorazione del pane.

Un altro ancora è dedicato ai Lego e tutto quel che ne consegue.

La rinomata Università è un bel serbatoio di gioventù e pur non essendo Ibiza, la vita notturna e mondana offre diverse opportunità per divertirsi come si deve.

Nulla di clamoroso, però, come accennato all’inizio.

Una simpatica leggenda racconta che il Duomo di Ulm fu completato col fattivo intervento di un geniale -pure lui- passero che, col suo volo geometrico suggerì la soluzione definitiva per risolvere un problema ingegneristico che aveva creato non poche difficoltà ai progettisti tedeschi.

E così non è raro beccare in vari angoli della città spassose imitazioni dello stesso passero, ormai ritenuto un vero e proprio portafortuna per gli abitanti ed i turisti.

Storia, architettura, cultura, natura…

Ulm è una destinazione di viaggio piacevole e di sicuro appeal.

Tranquilla e rilassante, può essere inserita in un tour della Baviera o del Baden, quando non del Bodensee, il Lago di Costanza, raggiungibile con facilità ed alquanto bello da girare e navigare.

In Inverno qui fa freddo, molto.

Autunno malinconicamente classico, Primavera bella ed Estate godibilissima, talvolta addirittura afosa, a seconda delle annate.

Ulm, ci si rivede presto, al Destino piacendo.

Buon viaggio!

V74

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