• Il diciassettesimo

Questo, inizialmente, era previsto come un tattoo di coppia.
In una forma che, IMHO, era veramente sfiziosa, tenendo conto delle fisicità in gioco.
L’ho poi adattato a quello che è il mio gusto, fondamentalmente senza modificarlo più di tanto.

Ho viaggiato molto, sia da solo che in compagnia.

Oggi è più tosta, in parte per il Covid e, più che altro, per il mio zoo a casa.
In qualche modo si fa comunque, assolutamente.
L’ho studiata abbastanza bene, credo.
Ma per la riprova servirà un viaggio “serio”, che è in programma tra qualche mese.

Tatuaggio che esprime la cosiddetta sindrome del viaggiatore, con l’aereo che va in direzione dell’Aquila.
La regina del cielo e non la città, con tutto il dovuto rispetto.

Immagine che non abbisogna di ulteriori spiegazioni, con una simbologia fondamentalmente semplice ma capace di esprimere una molteplicità di sensazioni stupende, una connessa all’altra.

Solito nero classico, il mio preferito, per quanto in questo tipo di disegno molti optano per colorazioni varie che, va detto, spesso non sono manco male, sempre ragionando nella totalità dell’esito.

Spalla sinistra, a scendere.
Niente male anche questo.

V74

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