• Detta Augsburg…

Dopo Treviri/Trier (l’arriva, l’arriva pure lei…) Augusta/Augsburg è la più antica città tedesca.

Si fregia di essere il capoluogo della Svevia, uno dei sette distretti della Baviera, ed in quest’ultima regione è la terza big city dopo Monaco e Norimberga.

Fondata nel 15 a.C. dall’imperatore Augusto, nemmeno a dirlo, Augsburg si raggiunge comodamente da tutto il centro e il meridione tedesco, essendo ben collegata con la efficiente rete ferroviaria germanica, col sistema integrato dei bus a lunga percorrenza e per via autostradale.

La stazione, togliamoci subito il dente, vanta l’invidiabile primato di essere la più antica dell’intera Nazione e può dare l’impressione di essersi fermata nell’ottocento, in effetti.

Poco moderna nei servizi basici, non organizzatissima, scomoda in parecchie infrastrutture: si becca un 5,5 di affetto, giusto per la tranquillità che si riscontra dei dintorni e per il valore storico del complesso.

Premessa necessaria ed ulteriore ripetizione del concetto di cui sopra: Augusta è carina, merita un giro, riscuote parecchio successo sul web e tra gli appassionati di viaggio ed offre diversi motivi per farsi visitare.

La consiglierei senza remore in un tour del paese, ci mancherebbe, ma confesso che non mi ha esaltato particolarmente.

Si respira un’aria pacifica e riposante nelle sue viuzze, questo si.

Il centro è sfizioso, elegante, per certi versi pure rustico.

Si avverte subito, girandola, la sensazione che qui la Storia abbia deciso di scrivere pagine fondamentali della propria esistenza.

Il percorso della Maximilianstraße, la via Monte Napoleone del posto, introduce tutto ciò che va visto ed è un po’ il regno dello shopping, altrimenti confinato in un grande centro commerciale denominato poco originalmente City Galerie e situato alle porte della città, con servizio bus appositamente istituito per invogliare al dimagrimento del proprio portafoglio.

Tornando alle cose serie, Il Dom -alias la Cattedrale- è l’attore principale dell’opera.

Miscela tra romanico e gotico con ulteriori rivisitazioni successive, ha un aspetto imponente ed austero, con delle vetrate antichissime e pregiate.

Sugli interni posso dire ben poco, avendolo beccato chiuso.

Ho invece visitato la Basilica (dedicata ai Santi Ulrico e Afra), che con i suoi preziosissimi altari e la sua massiccia facciata gotica non passa di certo inosservata.

Ad Augusta un must è rappresentato dalla Fuggerei, il complesso di case più antico del mondo.

Un qualcosa di unico, particolarissimo, veramente interessante ed ancora oggi funzionale.

Non saprei dire perché e per come, ma pure qui non mi è scattata la molla del cuore.

Deve essere un qualcosa tra me e la città, altrimenti non si spiega.

O forse faccio pagare ad Augusta la colpa -invero non sua- di un attacco fulminante di diarrea che mi occorse mentre la visitavo e che mi costrinse ad una ventina di minuti di autentico panico proprio nel bel mezzo di una stupenda giornata primaverile e popolata.

Però un ricordo stupendo del luogo c’è, a pensarci bene.

Si, una giornata meravigliosa passata nel locale Giardino Botanico.

Non un’attrazione nel senso stretto e classico del termine, ok.

Ma notevole, veramente notevole.

Curato, suggestivo, bello, dotato di una terrazza dove poter mangiare qualcosa, di un angolo giapponese che ti spinge a sentirti asfitticamente zen e di un biergarten ove rilassarsi e godersi la vita e la compagnia, il Giardino rappresenta una vera e propria oasi di pace e silenzio a pochi passi dal bordello, per quanto Augusta tutto sia tranne che una città caotica, onestamente.

Ho memorie piacevolissime della giornata ivi trascorsa, con annessa bevutona di ottima ed abbondante birra scura, la mia preferita, che da queste parti va alla grande.

In centro vi è pure un bel birrificio casereccio, old times, visitabile con susseguente percorso di degustazione: Riegele, è il nome.

In sintesi: per chi apprezza la Romantische Strasse e tutto il corollario che ne consegue, Augsburg va inserita nel calderone.

Un giorno intero basta, due avanzano ma non stancano affatto.

I ristoranti del centro sono mediamente buoni, qui si mangia bene e la qualità della vita è elevata sotto tutti gli aspetti.

Schwäbische Maultaschen over the top: ravioloni da urlo, imbottiti di anima e gloria.

Super, senza se e senza ma.

Sehr gut anche gli spatzle, gnocchetti degni di menzione.

Poi le carni, figuriamoci: stirchi, wurst, salsicciotti di ogni tipo.

E i formaggi, la pizza sveva, le mitiche “scoregge delle suore”, dolci dal nome equivoco, causa colore, ma dal gusto intrigante…

I dolci, soprattutto durante i festeggiamenti natalizi, sfascerebbero pure il campione del mondo dei salutisti.

Quindi Svevia promossa a tavola, sia per cibo che per beveraggio.

Non mi piace elencare tutte le attrattive con le varie specifiche, il web abbonda in tal senso e non serve il mio contributo alla causa.

Mi piace citare, invogliare all’approfondimento, suggerire, raccontare emozioni: in tal senso, Augusta non è il Top, come ribadito 12 volte.

Per mia colpa e in un periodo un po’ così (e quando mai, nell’ultimo decennio…), tralasciando l’impellenza di cui sopra.

Progetto di ripassarci a giugno 2020 durante la Fiera dei Radioamatori di Friedrichshafen, anche se solitamente mi fermo nella più vicina Ulm.

Non sarebbe il massimo del comfort, ma avrei l’occasione di offrire una seconda chance alla città.

O forse concederla a me stesso, ecco.

Escursioni fattibili da Augusta: una marea, seppur conviene accoppiarla alla succitata Ulm oltre che, in automatico, a Monaco.

Per concludere: ad Augsburg soggiornai all’Ibis Hauptbahnhof.
Vicinissimo alla stazione ed al centro: basico, funzionale, promosso.

A pochi passi vi è l’Intercity Hotel, catena business dislocata nei pressi degli epicentri ferroviari ed un pizzico più confortevole del concorrente.

Le alternative non mancano anche altrove, i prezzi sono mediamente altini.

Si paga l’atmosfera elitaria, presumo.

Gli eventi degni di menzione abbondano durante l’anno, con festival musicali (la famiglia di Mozart presenziava in zona, con varie testimonianze a riguardo per approfondire la traccia), opere teatrali, mostre artistiche e manifestazioni culturali.

Si, forse vale la pena tornare.

Buon viaggio!

V74

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